La cerbottana, il far da sé
Da bambini eravamo abituati a cavarcela giocando con cose che trovavamo per strada. Questa era una delle nostre armi, opportunamente attrezzata con le mollette rubate nei cortili, cartone ondulato, elastici fatti con le camere d’aria bucate delle biciclette e la carta dei quaderni di scuola per fare i bussolotti. Un design popolare – apparentemente anonimo – ma pronto a trasformarsi con impugnature fantasiose e scolpite a mano.
Questo per dire che la mia formazione è basata sull’arrangiarsi, senza sprecare nulla. Il fatto di doversela cavare entra un po’ anche nelle scelte estetiche: il mio modo di disegnare è nato dall’economia di gestione. A volte non serve comprare le cose, si può partire da ciò che è già a disposizione.
Gli altri oggetti di Guido Scarabottolo
