Plutone
Questa cartolina è di uno spettacolo che si chiama Plutone. È il lavoro che più di tutti mi ha fatto capire che quello che stavo facendo era gestire relazioni.
Il dispositivo è semplicissimo: persone che girano su traiettorie circolari. Ognuna cerca di rimanere sulla propria orbita. Ma quando le persone sono tante, le orbite si incontrano, si scontrano, si sintonizzano.
Plutone è nato come spettacolo per tre danzatrici, poi è cambiato, si è trasformato, è diventato laboratorio, pratica partecipativa. A un certo punto un dramaturg mi ha detto: questa cosa non può restare solo uno spettacolo, è troppo semplice, possono farlo tutti.
È diventato Plutone Esploso. Il pubblico entra, gira, ripete il movimento. Si portano attenzioni diverse: come giri, quando ti fermi, cosa succede quando incontri qualcuno. Dopo ogni sessione le persone raccontano cosa è successo.
All’inizio parlano del movimento. Poi, senza accorgersene, parlano di relazioni. Di ascolto. Di conflitti. Di come si entra e si esce da uno spazio.
Ho trovato su internet una fotografia di Jim Denevan, che fa cerchi sulla sabbia. Gli ho scritto. Mi ha regalato le immagini. Lui fa cerchi in California, io lavoro sulle orbite. Era la stessa cosa.
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