I quotidiani cartacei
“Sempre a proposito di routine giornaliera: la lettura dei quotidiani la mattina, facendo colazione, è fondamentale. Quando mio figlio ne ne ruba uno (di solito quello che mi appresto ad aprire io) e legge le notizie su carta e non sul telefonino, sono felice.
Se oggi molti fanno fatica a gestire la quantità, la valanga, la tormenta, lo tsunami di notizie – uso intenzionalmente una serie di metafore consumate – che ci arrivano addosso, è anche perché le notizie arrivano tutte scompaginate. Sui social media non c’è cronologia, non c’è gerarchia, non ci sono pesi, non ci sono fonti. Su Twitter o su Facebook tutto ha lo stesso rilievo e la stessa apparenza: fake/non fake, autorevole o non autorevole, in apparenza è la stessa cosa.
La pagina del quotidiano è uno spazio finito, che ospita alcune notizie e non altre, che le mette in gerarchia, che le mette in relazione, che le mette in sequenza, in modo giusto o sbagliato, non importa, è un ordine – che io da lettrice posso contestare o condividere – ma è comunque un ordine che si oppone al disordine.
Certo che non si può ignorare Internet, ma, almeno nel mio mondo, la mattina si leggono i quotidiani. L’idea di fondo è questa: essere permeabili nei confronti del disordine – perché se sei impermeabile al disordine non capisci che cosa ti succede intorno – ma mantenere, anzi, presidiare un minimo di ordine.
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