Il teschio, il mistero
Questo teschio me l’ha regalato mio padre, non sapeva da dove venisse. Un aspetto che è entrato molto nella mia formazione era il non capire cosa fossero le cose, non riuscire a ricostruirne la storia. Il mistero è diventato per me un obiettivo, uno degli elementi della mia poetica di illustratore: riuscire a costruire delle immagini che non si spiegano fino in fondo, e che lasciano aperti dei dubbi o delle possibilità di lettura.
Avrei potuto portare una cartolina della Zingara Addormentata di Rousseau. L’opera contiene molto mistero: non riuscivo a capire se fosse un uomo o una donna, poi c’è il liuto, e le chiavi del liuto sembrano quasi una costellazione; dietro, un leone sullo sfondo del mare. Non capivo niente di quel disegno lì. Ho sempre sperato di riuscire a fare nella vita un disegno affascinante di cui non si capisse niente.
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