La macchina
Il primo oggetto è una macchinina. È banalissima, un giocattolo di bambino. Qui però perde la connotazione di giocattolo, perché mi serve per raccontare una cosa che per me è stata molto importante all’inizio.
Io ho iniziato a lavorare subito: era il 2000, avevo finito lo IED, avevo vent’anni. Questa macchinina ha due valenze. La prima è una lezione che ho cercato di ricordarmi sempre: la tenuta di strada. Una delle doti più importanti di un’autovettura è che non vada fuori strada.
Per chi ha appena iniziato o sta sperimentando, la tenuta di strada significa resistere alle porte chiuse. Per me ha voluto dire puntare a un obiettivo senza distrarmi con nessun piano B. Ho incontrato tante persone che poi non hanno fatto questo lavoro, che è complesso per competizione, per la difficoltà di creare un proprio tono di voce, un linguaggio, e anche per la fatica di proporsi dando valore al proprio lavoro e riuscire a trasmetterlo agli altri.
Mi ricordo i primi colloqui con il portfolio stampato, poi l’iPad “per fare un po’ i fenomeni”, e adesso niente perché nessuno mostra più il portfolio. E anche oggi, che lavoro tanto e arrivano riconoscimenti, non è che diventi “sazio”. Essere sazi vorrebbe dire aver esaurito quello che hai da dire a livello estetico e di linguaggio. Invece c’è sempre il mettersi alla prova.
Per questo tengo a mente questa macchinina e provo a farla andare dritta, o almeno a non farla cappottare. Anche se forse a volte farla cappottare fa bene: resetti tutto e riparti con un nuovo vigore, come se ti fermassi ai box per fare benzina.
Sbagliare strada? All’inizio è inevitabile. È una condizione sine qua non dell’esplorazione dei territori. Chi conosce davvero potenzialità e limiti? Nessuno. Il nostro è un lavoro di comunicazione: cresci con la persona che diventi e con lo sviluppo di un vocabolario più ampio. A volte puoi sbagliare linguaggio. Io in primis ho sperimentato e ho sbagliato strada. Secondo me sbagliare è necessario. E il “pilota automatico” forse è proprio il tempo: più lavori più impari a capire quando una strada è davvero tua e quando è solo una deviazione utile.
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