Il programma degli Oscar e inviti delle sfilate, entrare nel sistema
Questo è il programma degli Oscar del 1988 con un disegnino di Phil Collins. E questi sono gli inviti delle mie sfilate degli anni Novanta.
Sono oggetti diversi, ma parlano dello stesso momento: entrare nel sistema.
Agli Oscar ci sono arrivata grazie a una suocera straordinaria: Audrey Hepburn. Quella sera c’erano anche i miei genitori, per il loro anniversario. Mio padre, arrivato da Bolzano, era impazzito. Voleva gli autografi di tutti.
Ricordo Eddie Murphy, che aveva fatto un discorso durissimo sul razzismo di Hollywood. L’ho trovato circondato da executive furiosi. Quando mi sono avvicinata con un foglietto, lui ha detto: “Excuse me gentlemen, that young lady obviously needs me”. E ha firmato per mio padre: “To Rudy, be free”.
Poi Phil Collins, l’autografo sciolto da un drink, rifatto con un disegnino. In mezzo al glamour assurdo, io mi ricordo l’umanità, la gentilezza.
Gli inviti delle sfilate raccontano l’altro lato: Milano, il mio brand, gli anni ruggenti. Due vestiti di maglia fatti dallo stesso maglione: le mie due anime. Di giorno sportiva, di sera elegantissima.
È stato un periodo bellissimo. E durissimo.
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